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 | EURAU è un’iniziativa del Ministero della Cultura francese che, nel 2004, ha lanciato la proposta di un “congresso” annuale dei ricercatori che si occupano della ricerca architettonica e urbana.
Le successive edizioni sono state organizzate da diverse scuole europee di Architettura.
Finalità dell’iniziativa è consentire e alimentare il confronto tra i ricercatori che si occupano di architettura e di città, all’interno del panorama europeo. Le scuole di architettura vengono considerate il luogo centrale della produzione della ricerca e il confronto viene costruito attraverso il coinvolgimento dei principali interlocutori esterni: - il mondo professionale; - “gli attori” delle trasformazioni della città e del territorio; - le altre discipline che concorrono a quelle trasformazioni. Ogni edizione di Eurau si sviluppa intorno a un tema principale articolato in una serie di temi più specifici. Il call for paper viene lanciato circa 9 mesi prima dello svolgimento della manifestazione. Gli abstract vengono esaminati e selezionati dai membri di un comitato scientifico.
Le lingue ufficiali del congresso sono: il francese, l’inglese e la lingua del paese ospitante. | A partire dalla edizione madrilena, le giornate EURAU hanno assunto una cadenza biennale: tra l’edizione 2008 e quella napoletana del 2010 passeranno 30 mesi. È un tempo molto lungo ma ci è sembrato opportuno individuare fin d’ora il tema del prossimo congresso e presentarlo nella giornata conclusiva della manifestazione di Madrid.
E non solo per sottolineare la scelta di continuità che lega l’edizione napoletana alle precedenti, ma anche per segnalare la volontà di costruire le giornate napoletane del 2010 come l’esito finale di una serie di tappe che prevedono il coinvolgimento di istituzioni europee interessate ai temi della ricerca architettonica e urbana. Questa volontà di costruire in maniera comunitaria il congresso del 2010, nello spazio europeo della istruzione, della ricerca, della cultura architettonica, ha guidato la scelta del tema.
Prendiamo a prestito il concetto vitruviano di venustas per ragionare intorno alla questione della “bellezza” in architettura e alle relazioni dell’architettura con la civiltà contemporanea, condensata – con la indispensabile sintesi necessaria alla costruzione di un titolo – in un termine economico, mercato, e in un termine politico, democrazia. |
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